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Accompagnatori a Pavullo: Il racconto

Si è concluso l'anno formativo per gli Accompagnatori di mountain bike: dal 6 al 9 settembre si è svolta infatti l'ultima data in programma per questo 2007. I monti di Pavullo nel Frignano in provincia di Modena sono stati ancora una volta teatro dello svolgimento del corso non deludendo le nostre aspettative, regalandoci anche quattro giornate di tempo splendido.

Questa zona dell'appennino modenese, con i suoi splendidi percorsi in continuo saliscendi, tra i rigogliosi boschi, si presta perfettamente alla pratica della mountain bike: la varietà dei percorsi permette sia ai ciclisti meno esperti che a quelli più esigenti di trovare i percorsi più adatti alle proprie capacità. L'amministrazione locale, coinvolgendo i nostri referenti del Cimone Mtb ha investito molto nella realizzazione di sentieri, nella cartellonistica e nella manutenzione. I risultati sono a disposizione di tutti gli appassionati di mountain bike. Single tracks: la goduria del biker..se li cerchi...qui li trovi !
Proprio questi sentieri hanno permesso agli aspiranti Accompagnatori, di acquisire giorno dopo giorno, sempre maggiore padronanza del mezzo, affinando grazie ad esercizi specifici ed ai preziosi consigli dello Staff la propria tecnica di guida. La maggiore consapevolezza e controllo della mountain bike in tutte le situazioni permette di superare ed affrontare ostacoli e pendenze che in altri casi sarebbero fonte di paure e pericolo: la soddisfazione nei loro volti era evidente ! I protagonisti di quest'ultimo atto sono arrivati da Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e addirittura dall'Olanda.  Armati di buona volontà e desiderosi di apprendere tutte le nozioni sulle materie dell'Accompagnatore di mountain bike hanno preso appunti e rivolto domande durante tutte le lezioni teoriche e pratiche. E' cambiata negli anni la tipologia dell'aspirante Accompagnatore, chi partecipa a questi corsi raramente lo fa solo per soddisfazione personale, sono le prospettive ed i risvolti professionali la molla che li spinge verso la partecipazione ai nostri corsi. Dai loro racconti si evince che prima di scegliere la nostra Scuola si sono informati, hanno confrontato, paragonato, pesato ogni informazione con la massima attenzione facendo ricadere la scelta sulla struttura che offre maggiori garanzie, sia in termini di qualità della formazione che di supporto nell'organizzazione dell'attività del turismo su due ruote. Dopo quattro giorni così intensi e pieni d'emozioni passati insieme, sembra di conoscersi da anni ! I legami che ogni partecipante stringe con i propri compagni di corso è davvero sorprendente e degno di nota; è questa coesione e condivisione degli stessi ideali che permette di costruire qualcosa di importante, di assumere un ruolo da protagonisti nel cicloescursionismo organizzato. Per concludere i nostri complimenti vanno a tutti i partecipanti indistintamente per tutti i motivi che abbiamo elencato sopra, una menzione speciale per Tamara e Bert, la simpaticissima coppia di olandesi che con grande abnegazione e con qualche difficoltà di lingua, ha superato brillantemente e con esito positivo quest'ultimo corso per Accompagnatori di mountain bike. Congratulazioni Accompagnatori di mountain bike ! Un ringraziamento particolare vogliamo rivolgerlo al Centro Nazionale del Cimone Mtb, che grazie ai suoi Maestri: Luca, Sotero, Alberto e Lello ci hanno permesso di gestire tutte le fasi in campo aperto al meglio, aumentando la qualità e sicurezza di ogni trasferimento e prova. lo Staff Amibike

Il racconto del corso visto dalla parte dei partecipanti:
Cari Bikers, vi scrivo dalla Toscana, sono Simone Pagnini e vi ringrazio di nuovo per i 4 stupendi giorni passati a Pavullo, in un ambiente bellissimo e pieno di divertimento, cordialità, aggregazione e disponibilità! L'insegnamento è fondamentale nel migliorare l'uomo, in ogni campo, mi sento migliore, perché le cose imparate al corso mi saranno sicuramente utili anche al di fuori della MTB, quindi la soddifazione di aver raggiunto l'obiettivo è doppia ! Ho già contattato l'accompagnatore di Lucca, ci vedremo prossimamente ! Cordiali saluti a tutti e buone pedalate! Simone

Vorrei ringraziarvi ancora una volta sia da parte mia che da parte di Bert. Ci siamo molto divertiti il weekend scorso ed abbiamo imparato tantissimo. Siete veramente dei bravi istruttori e ci siamo sentiti molto bene con voi. Io poi avevo il mio “angelo di custode” che mi ha fatto superare tante cose difficili. Siete stati molto bravi anche con Bert, a fargli capire in un modo o l’altro cosa doveva fare. Spero possiamo fare tante cose insieme nei prossimi anni. A proposito, a gennaio c’è una bella gara in spiaggia da noi in Olanda! Fatemi sapere se volete partecipare!! Un abbraccio forte a tutti voi e grazie ancora di tutto il supporto!!! A presto, Bert e Tamara (“Tamburino”)

Pronti via si fa la ragazzata, scambio di telefonate e Davide ed io ci iscriviamo al corso per accompagnatori, è da un pò che se ne parla, spinti dalla voglia di migliorare e da un progetto da realizzare si decide. Festa di fine corsi della nostra sezione del CAI: “ciao Marco come và sai che ci siamo iscritti al corso per accompagnatori MTB?” “Vengo anche io!” Sguardo basito tra me e Davide ! NOOOOOOOO ma sei scarsissimo e poi ci rovinerai la faccia!!
Ma ormai è fatta e all’ultimo, nostro malgrado partiamo in tre. Il giovedì mattina siamo già tesi alla presentazione dello staff tecnico già i commenti volano… “sono cazzuti questi” . Il programma si preannuncia molto pieno ma non avremo ancora l’idea di quanto pieno. Lezione di alimentazione e Fisiologia , noi non ne sappiamo un granchè ma Luca riesce con maestria ad interessarci e a coinvolgerci.
Da istruttori di scialpinismo, abituati a preparare e frequentare lezioni teoriche, capiamo subito che il livello dei docenti è alto. Paolo il “dottore” ci colpisce per la sua calma e chiarezza nell’esporre i danni provocati dagli anabolizzanti e dal popper , “cavolo questo ha un’esperienza “on the road” della madonna, ma non lo vorrei come medico di famiglia !!!!” , Claudio con estrema professionalità ti illustra chiaramente le varie tecniche di comunicazione, Andrea fino a notte inoltrata ci incanta con catene, freni, raggi, dischi e olii DOT o minerali.
Poi le lezioni in aula si susseguono senza tregua , i break per bere un caffè bisogna negoziarli , si passa da smagliature di catena a metodologia comportamentale , da cambi reverse a curve di livello e GPS illustrate da uno splendido Frank. Unica distrazione serale durante la cena è Giuglia, simpatica ma soprattutto generosamente bi-ammortizzata !
Ma è in campo aperto che il gioco si fa duro , e lo si capisce già il primo giorno nel percorso salute che i simpatici istruttori hanno creato per farci divertire. L’inizio è un disastro: piedi per terra , spallate contro alberi , rami di arbusti divelti , birilli che volano , ma poi Andrea pronuncia la parola magica “ lo sguardo in avanti….!!!” E tutto comincia a migliorare , all’inizio di poco ma con il susseguirsi delle prove il miglioramento si percepisce . Poi pronuncia altre paroline magiche e anche Michele ci si mette; ti mostrano come fare ad anticipare gli ostacoli, a muovercisi attorno, è uno spettacolo !!!!
Si migliora velocemente e nelle uscite successive gli errori diminuiscono. Gli avvicinamenti ai campi di tortura sono guidati da Gianni (James) conosce ogni sentierino e sasso della zona e i rientri all’albergo diventano finalmente l’unico sfogo delle giornate: tornantini, discesine , single-track finalmente possiamo guidare la biga un po’ sciolti e rilassati… Ma non troppo perché la sicurezza e la disciplina sono alla base di questi corsi.
Ed ecco che via radio giungono le raccomandazioni di Mariano , il suo ruolo lo impone, è l’organizzatore e il mediatore; ti illustra i comportamenti professionali che devi tenere con il cliente , gli approcci , le coperture assicurative , gli sviluppi futuri , le fiere e i contatti. E’ un vero professionista , ma alla sera davanti ad una birra anche lui si rilassa !!!
Esame finale , la sera prima la tensione aumenta , abbiamo sonno perché il ritmo è alto , fino alle 2 di notte nessuno di noi si addormenta , si scherza e si ride come sempre ma la tensione si avverte , in stanza si ripercorrono gli avvenimenti della giornata, “nooo sei un pirla il peso lo devi spostare di là!!!” , l’ATP , il cerchiometro , e via una serie di boiate fino alle 2, poi si crolla! Il giorno dell’esame siamo un po’ alla frutta , ma si parte , avvicinamento come sempre guidato da James , si arriva , questa volta una novità … il percorso non lo provi prima.. Cacchio e adesso ? Ma forse è meglio così, facciamo finta che sia una gita tra amici, quello che arriva arriva.
Il percorso non è banale, c’è di tutto: curve contro pendenza , radici ,strappi ripidi , discese ripide , curve quasi in surplace , ma è ovvio è l’esame finale e deve rappresentare tutto quello che hai imparato. Così uno ad uno lo si fa , quando un tuo compagno sta girando c’è il silenzio assoluto poi l’applauso, il bravo collettivo, certo gli errori non mancano ma cacchio che percorso…
Ore 17: chiusura del corso la tensione è alle stelle. Gli istruttori tergiversano , ci fanno vedere dei video fanno i complimenti collettivi , si passano la palla l’uno con l’altro , ammettono la difficoltà dei percorsi… SI MA DAIII DITECI I RISULTATI !!!!
Finalmente …tutti promossi tutti e 20 nuovi accompagnatori. Il livello dei partecipanti era effettivamente molto omogeneo , la tensione crolla e subentra un senso di soddisfazione collettivo e vaii!!!
Peccato che sia finito, si deve rientrare domani mattina non ci sarà “ 8.30 vestiti da bici”.
Quattro giorni che sembrano due settimane, per il carico di lavoro e i ritmi molto intensi.
Quattro giorni nei quali abbiamo migliorato tecnicamente , vissuto con i compagni le tensioni e le soddisfazioni , perfezionato nozioni che avevamo solo superficialmente, conosciuto possibilità professionali future. Abbiamo riso scherzato ci siamo divertiti un sacco insomma un vero peccato che sia finito ..
Un grazie a Mariano, Andrea, Michele, James,Frank, Paolo, Luca, Lucone, Andrea C. e a quelli che mi sono dimenticato.
Un grazie a tutti i nuovi accompagnatori compagni di viaggio in questo corso con i quali ci siamo divertiti , scambiando opinioni ,divergenze , consigli , e minchiate .. Teniamoci in contatto!! Angelo Davide Marco

Sono Alessandro, il 47enne toscano trapiantato a Bergamo, tabella n.4 al corso accompagnatori appena concluso. Desidero ringraziarvi ancora di cuore per l'esperienza indimenticabile che  mi avete permesso di vivere. Come ho avuto modo di dire anche durante le presentazioni del primo giorno, ho navigato molto in internet e letto molti forum prima di decidere a quale scuola iscrivermi, ma ho sempre avuto  l'impressione che AMI fosse garanzia di professionalità. Semmai l'unico  dubbio era sulle mie reali capacità, perché avevo paura di mettermi in ridicolo! Poi finalmente eccomi al corso, con altri biker come me a girare su percorsi disegnati ad arte per affrontare ogni genere di difficoltà, nell'estremo sforzo di mostrare quel poco che avevo imparato in tanti anni di  pedalate solitarie, delle quali in quel momento mi passavano davanti agli occhi le cadute, i sacrifici, il rialzarsi e ripartire dolorante per imparare subito dagli errori, nella ricerca di un miglioramento continuo. Pensavo: "Quanto lavoro e addesso cosa staranno scrivendo di me su quelle tabelle, con quell'aria così seria ?"  Mi sono ritrovato spesso senza salivazione e con le pulsazioni un po' altine, ma felice di essere li, in quel preciso istante. Inutile nasconderlo ci sono stati molti momenti di stress, ma devo dire che avete sempre ben compensato una indispensabile obiettività, con il saper impartire gli insegnamenti, incoraggiandoci e facendoci sentire tra amici. I progressi ottenuti ne sono la testimonianza più tangibile. Adesso si tratta di metabolizzare la grande quantità di informazioni che abbiamo ricevuto e magari spingerci oltre.Quante volte mi addormenterò pensando ai meravigliosi paesaggi visti a Pavullo e a tutti i simpaticissimi compagni di avventura.Grazie ancora e alla prossima.  Saluti Alessandro

Sono Roberto, il numero 12 del corso accompagnatori di Pavullo. Mi sento in dovere di scrivervi o meglio ho una gran voglia di avere ancora un contatto con Voi. Per essere sincero, ho accettato di partecipare al corso da accompagnatore propostomi da Michele (che ho conosciuto in un paio di escursioni durate più giorni trasmettendomi grande passione e serietà). Il mio pensiero era, "spendo un po' di soldi per imparare qualche qualche  nozione per pedalare meglio e  fare  test finale non impossibile". Sorpresa!!  Fin dalla Vostra presentazione era chiaro che mi stavo sbagliando e da subito la voglia di seguire con attenzione tutti gli argomenti trattati era in un crescendo continuo. Ogni docente è stato in grado di esprimere con una passione tale ogni materia che tutto mi è risultato importantissimo al punto che ancora adesso continuano a scorrere nei miei pensieri i vari concetti al punto che addirittura mi mancano le lezioni teoriche. Quando poi ho visto la difficoltà della prima prova pratica ero sconfortato, anzi avvilito. Seguendo con attenzione ogni consiglio, la mia soddisfazione finale è molto più di aver eseguito alcuni passaggi che ritenevo impossibili, ma la cosa che ritengo importante è che avete trasmesso le tecniche in modo tale da poter essere eseguite con una buona sicurezza e una tecnica che non avevo. Ringrazio Mariano, Andrea e tutti gli altri che hanno partecipato per tutte le belle emozioni che mi avete fatto provare. Ringrazio anche Michele e James per avermi coinvolto. Un grande saluto Robby

Nella vita non si hanno mai abbastanza emozioni...mi sento un pò così, come dire, un pò malinconico , dopo la lettura del resoconto del corso di Pavullo. Mi sono trovato molto bene settimana scorsa, diciamo un pò con tutti; qualcuno già lo conoscevo: Mariano e Frank di persona, Andrea via email, anche grazie alla mia smania di pagare!!! Dei frequentatori del corso non conoscevo nessuno, come buona parte di noi. Probabilmente a più di qualcuno non sarò sembrato poi così simpatico, a causa della mia loquacità e proprietà nell'interrompere gli altri quando parlano e fare 10000 domande, ma io son così, lo ammetto; a me piace imparare, ricevere conoscenza dagli altri, parlo molto e molto apprendo...però sono una persona di compagnia, uno di quelli, come dice Davide "pronti via si fa la ragazzata". Quando mi sono iscritto al corso da accompagnatore è stato per:

  1. apprendere nuove nozioni di tecnica di guida e anche di teoria (speravo in più meccanica, io la topografia ce l'ho un pò sulle p****
  2. una buona scusa per passare 4 giorni in montagna
  3. conoscere altra gente che ha la mia passione
  4. portare a casa il risultato che poi mi può dare la possibilità di fare lo step successivo, e cioè quello del corso da maestro, che servirà per poter realizzare il mio sogno: trasmettere ai ragazzi di oggi la mia passione, per cercare di ridargli quella semplicità e quella innocenza che oramai non c'è più, valori di giovinezza che negli anni a causa della televisione e dei programmi televisi privi di ogni sigificato, sono andati persi
  5. soddisfazione personale

Pensavo di essere molto più preparato di quanto poi invece ho realizzato fossi: praticamente non sapevo andare in MTB...a parte piccole nozioncine lette sui giornali e scritte da chi è PRO e si sente di poter insegnare agli altri come andare in biga...grosso errore. Il mio fuorisella in discesa era un pianto, in salita idem...il discorso dello sguardo in avanti lo sapevo: ma l' abitudine e l'andare a "BOMBA" in allenamento e gara, ti porta a concentrarti troppo sulla pipa manubrio!!!per guardare avanti mi devo sforzare di brutto, ma aiuta, specie in discesa...dei gomiti alti e ginocchia larghe in discesa non ne sapevo neanche l'esistenza, e che dire del movimento delle spalle; ho fatte 2 uscite questa settimana, ho cercato di applicare gli insegnamenti, pur se con qualche fatica perchè incosciamente riportavo lo sguardo sulla pipa e i gomiti in basso anche in discesa, ed in parte ci son riuscito, realizzando quanto si va molto piu sciolti e si fatica anche la metà.  Durante il corso ho pensato piu di qualche volte di non farcela, specie dopo la lezione di discesa dove sono stato un disastro; poi mi sono ripreso in quella di salita, ma il giorno dell'esame pratico...un pò la sfiga (foratura + SPD  che non volevano rimanere agganciati quel giorno), un pò la nausea, un pò la tremarella classica, ho fatto un macello, tanto che ho scaraventata la biga nel bosco post-esame...ero incazzato nero. Ero teso come una corda al momento della lettura dei risultati, essendo poi io sempre il primo della lista, a causa del cognome, e non della bravura!!! "Angeletti Marco, numero 1, 232.50 punti" cazz che culo ragazzi, ho pensato tra me e me, però non ero comunque soddisfatto so che potevo fare di meglio. 
Bando alle ciance, anche perchè penso di avervi arrovellato le p**** già abbastanza, sono comunque contento di aver superato il corso, non sono mai stato un tipo amante delle competizioni, ma uno di quelle persone alle quali piace invece mettersi in gioco e portare a termine, partire in gara a 300 per poi non finire non fa per me: parto piano, vado al mio passo e arrivo al termini, perchè la gara è tra me e me...  Un ringraziamento e i sentiti complimenti a tutti i compagni di corso, specie ad Alessando e Vittorio (compagni di stanza), Diego, Luca "Specialized" e Luca "Cannondale" per aver ascoltato tutte le mie puttanate, Bert e Tamara per la cortesia innata mostrata in ogni occasione!!!
Un grazie caloroso a tutto lo staff, Mariano (che mi sopporta già da tempo), Andrea (che praticamente conosce tutti i miei progetti da qua al Giubileo del 2050), Sotero, Frank, Lucone (ottimo il salamone!!), Michele e tutto lo staff tecnico del corso; last but not least, come dicono gli inglese, un grazie particolare a James o Gianni che dir si voglia, per avermi sopportato in tutti i trasferimenti verso le zone di svolgimento del corso, e per avermi dato un' appoggio nel momento in cui avevo bisogno...grazie di vero cuore.2 cose prima di chiudere: rispetto verso tutti, massima professionalità sempre, umiltà e ... KEEP IT REAL.  Marco Angeletti di Varese/Rieti
P.S. chiunque avesse bisogno, non esiti a contattarmi, per i vicini di provincia, se volete venire in bassa Valle Olona a raidare fatemi sapere, tutta pianura e divertimento assicurati.

Ciao ragazzi, forse il corso non mi ha fatto così tanto bene.... Ora anche con la bicicletta tipo graziella quando vado a fare la spesa imposto le curve con il pedale alto e le spalle, faccio le ripartenze in salita dalla rampa del garage, salto sui marciapiedi con la tecnica per superare gli ostacoli (testa indietro, poi colpo di testa in avanti), insomma è diventato tutto più complicato ora. Cosa positiva apprezzo la rigidità della forcella della graziella cosa che la left della mia cannodale non mi garantiva.Se non la sistemo mi presenterò al corso da maestro con la graziella con cestino. E' stata un'esperienza positiva non dico che ho imparato ma conosciuto tante cose sia tecniche che teoriche, che poi con il tempo e l'applicazione renderanno sicuramente più sicuro il modo di andare in bike,  forse come dicevo con Gianni l'apprendimento tecnico dei movimenti base, si potevano trasmettere su percorsi meno estremi, per insegnarti certi movimenti il maestro di sci non ti porta su una nera. Però siete stati bravi a gestire il gruppo e penso che ci siamo divertiti grazie anche ai ragazzi di Pavullo. Bei posti. Saluti a tutti  Maurizio

Come si fa a spiegare ad altri che la nostra passione ha bisogno di scontrarsi con la realtà nuda e cruda della delusione per farci spostare dai nostri limiti relativi? Delusione? Di che parlo? Semplice:rimango personalmente afflitto quando la mia grinta si muove in disarmonia con quei m/s2,che  inesorabilmente la gravità c’impone come “ritmo di danza”.Quando il gesto tecnico (da voi insegnato) ti porta oltre,laddove la leggerezza sovrasta la paura,senti che qualcosa s’affievolisce nella tensione che traduce il timore in errore.Inoltre,muoversi con grinta e forte determinazione non è sufficiente per toglier dallo stomaco quella tensione nervosa che spesso ho in ventre.Grazie a voi,adesso ……e solo adesso,quando vado fuori sella raccolgo a me la bici con le braccia curve,spostando i pesi sulle gambe…. divertendomi davvero! Facendo così,diventa dolce anche ciò che prima era aspro e affrontato fondamentalmente con coraggio.Curvare lentamente,con i pesi adagiati così sapientemente da sollevarci e farci sentire leggeri,adesso….e solo adesso è diventata una soddisfazione! Del fuori sella in salita dico solo ch’è efficacissimo e fa sentir potenti,ma in quanto a soddisfazione (dopo una gita di 45 km e 2000 m di dislivello),preferirei piuttosto parlar di sollievo al momento della pasta fissan,laddove la sella s’era fatta troppo invadente…….ma come ci avete insegnato con grande veemenza: “GUARDA AVANTI!”.
Grazie ancora,Marco Provasi
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